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Gaia di Lana
è un piccolo laboratorio artigianale che nasce dalla passione personale per la
riscoperta degli antichi mestieri. E da una
scommessa:
dare il mio piccolo contributo alla costruzione di un'altra
prospettiva per i saperi
pratici tradizionali, che sono un patrimonio troppo prezioso per
essere soltanto collocati in un museo o messi in mostra per il breve
tempo di una festa di paese. Musei e
riproposizioni sono importanti, ma l'arte degli antichi artigiani va
riscoperta praticandola giorno dopo giorno, gioendo dei piccoli passi
nell'imparare. La mia scommessa
è fatta di tre scommesse. Non solo riuscire a commercializzare un
prodotto artigianale, interamente confezionato a mano, senza utilizzo
di macchine, con una materia prima naturale, oggi del tutto
svalutata: la lana.
Ma provare a spingermi un po' più in là, fino a confrontarmi con la
qualità e i prezzi dei prodotti industriali equivalenti. E poi fare un
altro passo ancora, fondando il mio lavoro su uno dei valori gas più
importanti (faccio anch'io parte di un gas): la filiera corta, cioè
la provenienza locale della materia prima utilizzata. Oggi i pochi
pastori rimasti non hanno più compratori per la lana, sono costretti
a trattarla come un rifiuto, in alcune regioni italiane addirittura
come un rifiuto speciale da portare in discarica! La lana è stata
per millenni un ingrediente base della civiltà contadina, una
materia prima indispensabile alla sopravvivenza. Riscoprire le
possibilità di utilizzare la lana significa anche riappropriarci di
un pezzo della nostra storia.
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